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Ernesto Paleani scrittore

Diego Velazquez. Ritratto di un cavaliere dell’Ordine di Calatrava. Don Martin de Leyva

2018 Diego Velazquez. Ritratto di un cavaliere dell’Ordine di Calatrava. Don Martin de Leyva. Iconografia ed iconologia, (Attorno all’arte, 13) Cagli 2018.

 

 

Con questa pubblicazione mi è stata data l’occasione di approfondire, non avendo gli studiosi fino ad oggi determinato bene le motivazioni del perché Diego Velázquez abbia dipinto, prima Lui l’opera qui presa in esame e poi con altre copie, di varie dimensioni, effettuate nella bottega dai suoi collaboratori, del: “Ritratto di un cavaliere dell’Ordine di Calatrava. Don Martin de Leyva” e di indagare negli archivi e nelle biblioteche i testi manoscritti ed a stampa coevi all’epoca.

 Ho ampliato quanto era stato scritto prima con gli aggiornamenti archivistici e bibliografici sia delle opere citate che dei personaggi.

È bene, quindi, precisare che prima di iniziare a descrivere il percorso storico-artistico, motivare e determinare la autenticità del dipinto ho fatto riferimento all’esame effettuato dal prof. Maurizio Marini, esperto d’arte, che, il 25 marzo 1998 autenticò l’indagine con la propria firma nel retro della foto del dipinto come foto inserita nel suo catalogo “Diego Velázquez, Electa, 1997”, davanti al Notaio di Roma dott. Panvini Rosati, cosa questa corrispondente alla perizia effettuata dallo stesso professore Maurizio Marini che accompagna l’opera. Il 20 giugno 2009 lo stesso professore Maurizio Marini, emette una perizia di valore sul dipinto che conferma ulteriormente la sua autenticità. Da parte della proprietà, per poter meglio analizzare l’opera, mi è stata consegnata la relazione tecnica sullo stato di conservazione della stessa che venne effettuata dal Professor Giampaolo Ghislandi in data 1 dicembre 2004.

Il dipinto in esame è un olio su carta, applicata su tela (cm. 51 x 43), opera del pittore Diego Velázquez pubblicata anche nel volume di Maurizio Marini del 19971 che raffigura uno studio per un Ritratto di un cavaliere dell’Ordine di Calatrava.

Secondo il professore José López Rey2 la identificazione deriva da uno stemma della nobile famiglia di Murcia3 presente in una versione (olio su tela, cm. 98 x 77) conservata in New York, presso l’Hispanic Society of America e rappresenta ‘Don Martìn de Leyva’ citato nel suo volume ragionato sul Velázquez.

Su questa identificazione ho seguito un altro percorso aggiuntivo storico-archivistico che certifica la motivazione dei quattro ritratti di Martín de Leyva catalogati.

Le altre versioni sono: a Brescia, collezione dei Conti Lecchi (olio su tela, cm. 105 x 90 ca, che proviene dal 1947 da una raccolta del South Africa4.

Poi abbiamo la versione già (1936) a Londra, presso la Vermeer Gallery, (con aggiunte apocrife, cm. 73 x 55,5 in origine, cm. 65,5 x 51) la cui caratteristica è di avere come base lo studio in oggetto (cm. 51 x 43) che, nel 1929, era sul mercato antiquario a Venezia e, in anni recenti, in una raccolta a Caracas (Venezuela)5.

L’opera in esame è sempre un ritratto del cavaliere dell’Ordine di Calatrava (cm. 51 x 43), riportato da Mayer nel suo catalogo del 1936 (aveva vista l’opera) e da Rey (riporta quanto scritto da Mayer) e viene inserito nel suo catalogo ragionato del 1963, solo dall’esame di una foto; il dipinto era presente a Venezia nel 1929 e dopo un lungo periodo con ubicazione sconosciuta, apparve in una raccolta a Caracas, Venezuela6 e poi in Svizzera.

Per questa opera abbiamo la motivazione scientifico-archivistica che Diego Velázquez dipinse questo ritratto, in esame, commissionato dai figli di Martin, essendo questo morto nel 1600, e quindi non poteva essere il diretto commissionario. Questo viene provato nella indagine fatta sulla Famiglia Leyva, sull’Ordine dei cavalieri di Calatrava e Diego Velázquez.

Con questa mia pubblicazione faccio un grande omaggio al maestro spagnolo Velázquez ed alla sua importante ed alta qualità artistica; ed è veramente un dolore sapere che lui come Leonardo da Vinci non hanno più una loro tomba dove io possa depositare un mazzo di fiori. Morì il 6 agosto 1660 e fu sepolto a Madrid nella cripta dei Fuensalida nella chiesa di San Giovanni Battista. La moglie Juana morì soltanto 7 giorni dopo e fu sepolta al suo fianco. Sfortunatamente la chiesa fu distrutta dai francesi nel 1811, così oggi non si conosce con precisione dove si trovi la sua tomba. Fino al XIX secolo, l'opera di Velázquez rimase poco conosciuta al di fuori della Spagna e molti dei suoi dipinti scomparvero, rubati dai soldati francesi durante la Guerra d'indipendenza spagnola.

Inoltre, ho voluto rendere omaggio all’Ordine di Calatrava, fondato nel periodo dei Templari ed il cui monaco fondatore si chiama come il nostro artista: Diego Velázquez.

 

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